Il museo della ceramica Casimiro Marcantoni rappresenta un’istituzione per la cittadina di Civita Castellana, in quanto documenta l’attività ceramica dalle origini artigianali al maturare della produzione industriale. Costituito nel 1995 il primo nucleo è allestito in Via Gramsci nella ex Chiesa medievale di San Giorgio attigua all’attuale Istituto Statale d’Arte U. Midossi. Il luogo non è estraneo alla tradizione ceramica, infatti fu qui che ebbe origine nel 1893 per merito dell’avvocato Ulderico Midossi, Sindaco di Civita Castellana, un corso di disegno geometrico e ortogonale per facilitare l’integrazione tra la ceramica d’arte e la nascente produzione artistica. Il 3 Maggio 1914, con relativo Decreto, il Ministero dell’Agricoltura Industria e Commercio, istituì a Civita Castellana una Regia Scuola professionale per la ceramica, con sede nel Palazzo Andosilla. L’anno successivo il Comune assegnava alla Scuola le navate superstiti dell’antica Chiesa di San Giorgio, che durante la Seconda Guerra Mondiale riportò gravi danni nelle strutture, negli oggetti conservati e nei documenti. Il successivo recupero vide un cospicuo ampliamento degli spazi didattici e inizialmente la denominazione di Scuola Statale d’Arte Ceramica mentre dal 1961-62 la qualifica di Istituto Statale d’Arte.  L’ attuale Museo è stato realizzato grazie ad un finanziamento della Comunità Europea, con il contributo della Regione Lazio e della Provincia di Viterbo. Documenta l’attività ceramica di Civita Castellana negli ultimi due secoli, ripercorre in particolare le tappe fondamentali dello sviluppo di questa attività. Di proprietà comunale è stato realizzato grazie alle donazioni delle famiglie ed è intitolato a Casimiro Marcantoni.

Nasce nel 1995, nel Palazzo Petroni Andosilla, nel 2008 è stato spostato nell’attuale sede. Sono rappresentati vari aspetti afferenti a diversi ambiti disciplinari quali la storia del lavoro, l’archeologia industriale, la storia dell’arte e della tecnologia ceramica; il Museo si colloca pertanto all’interno di una tipologia mista in cui la sfera storico-antropologica e quella storico-artistica risultano complementari. Per la sistemazione definitiva, da realizzare secondo un adeguato progetto museologico e museografico, si è attesa l’assegnazione di uno spazio idoneo, individuato poi nella sede attuale. La raccolta del materiale documentario che ha consentito l’istituzione del Museo nel 1995 si deve a un gruppo di studiosi e ceramisti locali riuniti nell’A.C.A.S. (Associazione Civitonica Arte e Storia G. Volpato), i quali si impegnarono in un lavoro paziente di ricerca volta a colmare il vuoto di testimonianze allora esistente sulla storia della ceramica locale. Offre in particolar modo una ricca collezione di oggetti, manufatti artistici, modelli, documenti d’archivio, cimeli e strumenti da lavoro donati dalle famiglie civitoniche. Il tutto corredato da foto d’epoca scattate all’interno delle fabbriche e pannelli esplicativi la storia dell’evoluzione di quelle industrie che hanno avuto un ruolo fondamentale nella produzione artistica del territorio civitonico.


Luoghi collegati
Civita Castellana