Edgardo Abbozzo è stato uno degli artisti più significativi in Umbria, oltre che uno dei maggiori in Europa ad occuparsi del rapporto arte-alchimia, ricerca alla quale si è dedicato sperimentando tecnologie e creando nuovi linguaggi.
Stimolato all’amore per l’arte dalla madre pittrice, allieva di Arturo Checci, studiò prima all’Istituto d’arte, poi all’Accademia di belle arti Pietro Vannucci di Perugia, dove ebbe maestri come Domenico Caputi e Gerardo Dottori.
Nei primi anni Cinquanta iniziò l’attività artistica partendo da un informale che risentiva della lezione di Paul Klee e di Giuseppe Capogrossi, e dedicandosi anche alla scultura e alla ceramica.
Nel 1953 tenne, giovanissimo, la sua prima personale alla sala della Vaccara di Perugia alla quale seguirono altre mostre e i primi riconoscimenti da parte della critica.
Nel 1960 vince il Premio dell’Ente autonomo mostra mercato nazionale dell’artigianato di Firenze al XVIII Concorso nazionale della Ceramica di Faenza.
Nel 1961 riceve il Premio dell’E.N.A.P.I. al 19° Concorso Nazionale della Ceramica di Faenza.
Nel 1962, a soli venticinque anni, assunse la direzione dell’Istituto d’arte di Deruta e nell’anno successivo, su invito della Trinenale di Milano, espose a Buenos Aires e a Berlino. In questi anni entrò in relazione con artisti come Lucio Fontana ed Edgardo Mannucci e con critici quali Giulio Carlo Argan, Politi, Tomassoni e Ponente.
Il 1964 è l’anno in cui, con la scoperta dei grandi temi della letteratura ermetica, Abbozzo iniziò la ricerca sul rapporto arte-alchimia; la sua opera assunse una individualità ed una specificità che rimarranno costanti nel tempo.
Nel 1969, su invito del Museo di Kioto, espose in una mostra collettiva ad Osaka.
Nel 1970 venne premiato al Concorso per Docenti alla Rassegna degli Istituti italiani d’arte per la ceramica al 28° Concorso Internazionale della Ceramica d’Arte Contemporanea di Faenza e partecipò alla VI Biennale d’arte della ceramica di Gubbio.
Nel 1973 ricevette i primi riconoscimenti al “Premio nazionale arti plastiche” di Perugia e al 31° Concorso Internazionale della Ceramica d’Arte Contemporanea di Faenza vincendo la Medaglia d’oro. Nello stesso anno venne nominato direttore dell’Istituto d’arte di Firenze e ne mantenne la nomina fino al 1973, quando assunse quella di direttore dell’Accademia di belle arti di Carrara e, nel 1984, quella di direttore dell’Accademia di belle arti di Perugia.
Nel 1986 venne invitato alla XI Quadriennale romana e alla XLII Biennale di Venezia e, l’anno successivo, espose all’Arte fiera di Bologna e alla Biennale di Gubbio.
Della fine degli anni Ottanta, dopo i lavori sulle pietre monocrome, sono gli acquerelli a luce Wood, le Macchine e le Bilance e le sculture con il laser.
Negli anni Novanta elaborò un’intensa attività riflessiva che sfociò in una mirata produzione letteraria di aforismi, pubblicati in varie riviste e cataloghi; parallelamente espose a Stoccarda, Montecatini, Berlino, Spoleto, Triesti, Todi. L’attività espositiva e didattica lo portarono in Francia, Spagna, Germania, Stati Uniti e Cina.
Edgardo Abbozzo morì improvvisamente a Perugia il 20 luglio 2004 all’età di 67 anni.
(I dati della presente scheda sono tratti dallo strumento di ricerca redatto dal funzionario della Soprintendenza archivistica per l’Umbria, Gianluca Pistelli.)