Pittore, scultore, incisore, ceramista, decoratore d’interni, scrittore, critico d’arte, giornalista, polemista, animatore culturale, Ilario Ciaurro (Cicciano, Napoli, 1889 – Terni 1992) ha segnato, nella sua lunghissima esistenza, un intero secolo di vita artistica umbra. Un’attività multiforme che, nonostante solo raramente oltrepassi i confini della scena locale, si svolge sempre con matura consapevolezza rispetto agli indirizzi dell’arte del suo tempo. Sin dagli esordi Ciaurro orienta la sua ricerca pittorica in direzione antiaccademica, neoromantica e postimpressionista. Rispetto a queste istanze non derogherà mai, neanche nella seconda metà del secolo; piuttosto, le arricchirà di nuovi spunti, mentre in sede critica difenderà con consapevolezza la spontaneità della visione e la scelta di soggetti intimistici. Negli anni Venti e Trenta, dunque, l’artista preferisce, alla statica solidità di molta pittura dell’epoca, un linguaggio impostato su valori cromatici e luministici, mostrandosi sensibile verso le suggestioni dell’arcaismo e, in particolare, della pittura del Trecento e del Quattrocento umbro. Contestualmente, mettendo a frutto un’insopprimibile vocazione alla manualità artigianale, si afferma tra i principali ceramisti umbri. Ricollegandosi a un’antica tradizione, attraverso l’esperienza della direzione della fabbrica orvietana “Arte de’ Vascellari” di Pericle Perali, poi continuata nella sua fabbrica fondata nel 1924 e chiusa nel 1937, rinnova i fasti della ceramica medioevale con nuove iconografie e modalità stilistiche, producendo attivamente per l’Italia e per gli Stati Uniti. Stabilitosi definitivamente a Terni nel 1948 dopo un periodo trascorso in Lombardia, nel secondo dopoguerra diviene figura chiave dell’ambiente artistico locale, animatore culturale e punto di riferimento per gli artisti più giovani, ma anche titolare di un nuovo laboratorio ceramico, da cui escono oggetti d’uso lontani dal revival medievale e attenti alle novità del design contemporaneo, destinati alla decorazione di edifici pubblici e a interni di abitazioni private.