L’Arte della Ceramica in Sardegna

Dalle botteghe degli “strexiaius” di Assemini alle “brocche della sposa” di Oristano, vi proponiamo un itinerario alla scoperta delle antiche ceramiche e maioliche sarde.

 

Tra le ipotesi affascinanti, ma difficili da provare, a quelle più attendibili, si è scoperto che Assemini fu abitata dai fenici: presenza testimoniata dal ritrovamento di alcune monete riportanti la dicitura ascemiu che avrebbe dato origine al toponimo.

Il cuore del nucleo storico si raccoglie intorno allo svettante campanile della chiesta di S. Pietro Apostolo, con una facciata rettangolare merlata e un campanile a base quadrata settecentesco nella parte superiore; al suo interno si conservano le arcate e le volte gotiche.

Tappa d’obbligo per chi giunge ad Assemini è almeno una delle botteghe degli strexiaius, gli artigiani che con l’argilla alcalina creano le stoviglie di uso quotidiano. Particolare è la tecnica usata, sia per la lavorazione dell’argilla che per la creazione degli oggetti.

 

I primi ritrovamenti di reperti ceramici risalgono al periodo punico, nella zona di Sa Mura, dove sono state riscontrate tracce di costruzioni nelle quali erano presenti numerosi reperti ceramici molto utili per la ricostruzione del passato di Assemini. Le ceramiche ritrovate sono rappresentate da vasi d’importazione attica con decori in rosso, oppure interamente coperti di vernice nera. Accanto a questi esemplari, vi sono ceramiche locali puniche di uso comune ed esemplari che imitano prodotti di importazione. Tutti i frammenti risalgono ad un periodo compreso fra la fine del V  e il III secolo a.C.

 

La tradizione ceramica sarda viene continuata nel Novecento da Federico Melis. Il giovane ceramista si poneva il problema del processo di cottura nel forno sardo tradizionale, che determinava gli effetti di annerimento e bruciatura dovuti al contatto ravvicinato del fuoco al biscotto smaltato, così nel 1925, attraverso il procedimento dell’invetriatura e l’uso della muffola, riesce a preservare le vernici dal contatto con la fiamma e fa costruire un forno ideato da lui. Le opere dell’artista raffigurano donne devote raccolte in preghiera, cavalieri e guerrieri..

 

Attualmente ad Assemini si producono stoviglie ornamentali arricchite di figure e motivi naturalistici o geometrici in rilievo o a graffito. Negli ultimi anni l’Istituto sardo per l’organizzazione del lavoro artigiano (ISOLA) ha realizzato nei comuni di più antica tradizione una serie di Centri Pilota che hanno la funzione di sala espositiva e scuola di addestramento. Ad Assemini ne funziona uno, dove è esposta una mostra permanente di ceramiche locali, insieme alla collezione di ceramiche artistiche composta da oltre 200 opere provenienti da tutta Italia.

 

Il tour tra le ceramiche sarde si sposta un po’ più a nord, nella città che è porta d’ingresso verso un’infinità di bellezze naturali e anima nobile dell’isola, grazie ai suoi monumenti storici: Oristano.

Le testimonianze più antiche risalgono al XIII-XIV secolo e testimoniano la continuità dell’attività ceramica nel territorio oristanese tra l’antichità e il periodo alto-medievale, presso il monastero di S. Chiara.

I reperti sono invetriati e sono generalmente decorati con la tecnica dello stangiu, una coperta di ingobbio e vetrina. La caratteristica principale della ceramica di Oristano, presente ancora ai nostri giorni, è la coloritura in verde o giallo talvolta supportata da ingobbio.

 

Nel XV secolo la ceramica oristanese si arricchisce di nuove forme e di una nuova tecnica decorativa: la tipologia più prestigiosa e nota è la brocca pintada, comunemente chiamata “brocca della sposa”, un’anfora con quattro anse, arricchita da applicazioni plastiche a rilievo e a tutto tondo di soggetto floreale, geometrico e a figurine umane o animali riprese dalla storia, dalla tradizione e dalla religione.

 

La lavorazione della ceramica ad Oristano è connessa alle caratteristiche del territorio. Le testimonianze più remote sono oggi conservate nei locali dell’Anquiquarium Arborense. Il museo è costituito dalla ricomposizione dell’intera collezione archeologica dell’avvocato e archeologo Efisio Pischedda, acquistata dal Comune di Oristano nel 1938, e dal suo inquadramento nel clima culturale dell’archeologia mediterranea e vicino orientale (anatolica, africana) di fine ’800.  Nelle collezioni ceramiche troviamo ceramiche neolitiche risalenti fino al IV millennio a.C. accanto a reperti del periodo nuragico. Le ceramiche fenice appartenevano ai corredi funerari delle più antiche tombe di Tharros, mentre le ceramiche etrusche comprendono soprattutto vasellame in bucchero destinato al simposio.

Nel Museo sono presenti anche ceramiche romane, dalle quali spicca una vastissima esposizione con pezzi sicuramente therrensi marcati con il timbro di Quinto Memmio Caro e Quinto Memmio Pudente.

 

Un altro luogo di interesse ceramico è Terracotta, il Centro della documentazione Ceramica. Terracotta illustra memorie e intraprese di vasai, stovigliai e imprenditori, antica, ma viva genialità di Oristano, Comune che dal 2003 è parte attiva dell’Associazione italiana Città della Ceramica. Il percorso multimediale si snoda fra oggetti, luoghi, iconografie e riti. Le terrecotte del Convento medievale di Santa Chiara. La manifattura dei tegolai di Silì, in riva al Tirso. Una selezione di opere del XX secolo, e la Via Figoli: la ricostruzione di uno scorcio della «stradina stretta e lunghissima», dall’«odore amaro della creta umida», raccontata da celebri viaggiatori e letterati, è un incentivo per gli eredi di coloro la affollavano.

 

 

Per organizzare la vostra visita, vi consigliamo di rivolgervi agli Uffici Informazioni Turistiche delle varie città, che troverete in questo portale, nelle pagine dedicate alle città.

 

Fonti

Ricerche e censimenti del progetto Mater Ceramica

AiCC e Touring Club Italiano (a cura di) (2019), Le città della Ceramica, Milano, Touring Editore

Assemini, http://www.buongiornoceramica.it/city/assemini/

Oristano, http://www.buongiornoceramica.it/city/oristano/ , https://www.comune.oristano.it/it/vivioristano/citta/http://www.comune.oristano.it/it/vivioristano/citta/luoghi-della-cultura/terracotta-centro-di-documentazione-della-ceramica/index.html